LE POMPE A VUOTO E I COMPRESSORI D'ARIA ROTATIVI A PALETTE SONO DAVVERO LA STESSA MACCHINA?

Se una pompa a vuoto rotativa a palette e un compressore d'aria rotativo a palette appaiono quasi identici in sezione, perché non si comportano allo stesso modo nel tempo?

In particolare: perché le palette delle pompe a vuoto si usurano e richiedono una sostituzione programmata, mentre le palette di un compressore d'aria Mattei no?

È una domanda legittima. La somiglianza visiva è reale e l'istinto di considerarli “la stessa macchina” è un ragionamento comprensibile. Semplicemente, è sbagliato. E vale la pena spiegare chiaramente perché.

Una pompa a vuoto rotativa a palette utilizza palette progettate intenzionalmente come componenti soggetti a usura e destinati alla sostituzione. Generalmente sono realizzate in carbonio (nelle pompe a secco) oppure in materiali compositi a base di fibra di vetro e Kevlar legati con resina epossidica (nelle versioni lubrificate a olio). I produttori le considerano normali materiali di consumo: uno dei marchi più conosciuti del settore si chiama addirittura Tenmat Wear. La sostituzione delle palette ogni pochi anni è una pratica standard. Le palette lavorano a diretto contatto strisciante con la parete dello statore e proprio questo contatto contribuisce a garantire la tenuta.

Questa configurazione funziona nel vuoto perché la differenza di pressione che la paletta deve sigillare è al massimo di 1 bar: pressione atmosferica da un lato e quasi vuoto dall'altro. In queste condizioni, una strategia basata su componenti destinati all'usura e alla sostituzione rappresenta una soluzione tecnicamente ed economicamente valida: palette economiche, manutenzione programmata e macchina semplice.

Un compressore d'aria rotativo a palette Mattei opera invece in condizioni completamente diverse. È in grado di raggiungere 15 bar in un unico stadio, ovvero una differenza di pressione quindici volte superiore a quella gestita da una paletta di una pompa a vuoto. A tali carichi, una paletta che scorresse a contatto diretto con lo statore non durerebbe nemmeno un turno di lavoro: le superfici andrebbero in grippaggio nel giro di pochi secondi.

Per questo motivo le palette non toccano lo statore. Scorrono su un film idrodinamico d'olio, secondo lo stesso principio fisico che consente all'albero motore di "galleggiare" sui propri cuscinetti. Con l'aumento della pressione, la viscosità dell'olio cresce, il film non può essere espulso e la tenuta viene mantenuta. È il film d'olio stesso a svolgere la funzione di tenuta, rigenerandosi a ogni rotazione.

Da questo diverso principio di funzionamento derivano tre conseguenze pratiche fondamentali:

Non è prevista alcuna sostituzione programmata delle palette durante la vita operativa della macchina.


Mattei non vende palette di ricambio, perché non rappresentano un componente soggetto a sostituzione periodica.


La garanzia di 10 anni senza limiti di ore sull'elemento compressore non prevede alcun intervento di sostituzione delle palette.

Pompa a vuoto e compressore d'aria condividono una certa somiglianza di famiglia — la stessa configurazione generale e la presenza del termine palette nel nome — ma i carichi, le condizioni di esercizio e il principio di tenuta sono completamente diversi. E problemi diversi richiedono soluzioni diverse.

Leggi il caso completo →  https://www.linkedin.com/pulse/why-screw-compressor-efficiency-declines-over-time-rotary-contaldi-usqkf/

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